adattato da: Francesco Marconi, Teoria dell'Othello - prima parte, Othello News - anno X - n. 1 - 1994.
Prendiamo in esame i diagrammi 1 e 2.
Non vogliamo soffermarci su noiosi calcoli matematico-statistici, ma vogliamo porre l'accento, invece, sulla forma che hanno le due posizioni. In particolare ci soffermeremo sul colore nero.
I diagrammi 1 e 2 sono replicati nei diagrammi 3 e 4. Ma questa volta, al posto delle singole pedine, sono stati rappresentati gli insiemi di pedine, come se fossero un blocco compatto. E vogliamo soffermandoci solo sulla forma che questi insiemi hanno sulla tavola.
Molto spesso si tende a eseguire determinate mosse solo a seguito di un calcolo molto accurato, apparentemente più sicuro, cercando così di prevedere in che modo potrà evolvere la partita. Ma è importante anche saper prendere in esame degli elementi più astratti come può essere la creazione, magari anche solo mentale, di una forma, di un disegno geometrico da dare alle pedine sulla tavola. Così facendo notiamo infatti nei diagrammi 3 e 4 due posizioni strutturate in modo molto diverso.
La prima differenza che ci colpisce è la diversa compattezza che hanno le pedine nere: scarsa nel diagramma 3 e fortissima nel diagramma 4. Inoltre nel diagramma 4 notiamo che il nero è al centro, tra due insiemi di pedine bianche.
Per muovere abbiamo bisogno di una casella vuota dove posizionare la nuova pedina e di una pedina di sponda: tra questi due estremi devono trovarsi le pedine avversarie.
Chiamiamo area di appoggio di un colore un gruppo di pedine di quel colore che possono essere usate come pedine di sponda.
Chiamiamo area di gioco di un colore una regione di tavola formata da case libere, vicina alle pedine esterne avversarie, e in cui quel colore può muovere.
Proprio perché stiamo ragionando per forme, le aree di appoggio e le aree di gioco non sono rappresentate da singole caselle, bensì da regioni di tavola che hanno tali caratteristiche.
Nel diagramma 4 il nero ha un'unica grande area di appoggio rappresentata da tutta la regione tinta di nero. Ha inoltre ben quattro aree di gioco, rappresentate dagli angoli della tavola. Infatti ha a disposizione mosse in tutti e quattro le zone vicine agli angoli. Non è, invece, area di gioco del nero il bordo nord, perché non ha alcuna mossa a disposizione in quella regione.
Per muovere abbiamo bisogno di un'area di appoggio e un'area di gioco. Possiamo congiungere le due aree con un vettore (una freccia) che indica come sono tra loro legate tali aree. Otteniamo così i diagrammi 5 e 6.
Questi vettori indicano le direzioni di gioco in quanto è in quelle direzioni che il giocatore dovrà sviluppare il proprio gioco.
Confrontando i diagrammi 5 e 6: come si differenziano le due aree di gioco del nero?
Nel 5 abbiamo una configurazione centripeta, ossia i vettori partono da diverse aree di appoggio e si incontrano nelle stesse aree di gioco.
Nel diagramma 6 la situazione è opposta: la configurazione è centrifuga, con vettori che partono da una stessa area di appoggio e si dirigono verso diverse aree di gioco.
Notiamo poi che non tutte le aree di gioco hanno lo stesso valore. Nel diagramma 6 le due aree di gioco a nord sono più ampie di quelle a sud. Inoltre le aree a nord daranno facilmente accesso anche al bordo libero, andando a formare così un'unica ampia direzione di gioco. Perciò il gioco futuro di bianco e nero, se non da subito, molto presto si concentrerà su queste direzioni, ed è perciò molto importante poter sviluppare su di esse il proprio gioco. Chi ci riuscirà si sarà assicurato un buon numero di mosse.
I diagramma 5 e 6 rappresentano due casi limite del nostro discorso, ma ci permettono di spiegare e capire in modo alternativo il concetto di influenza.
In generale il possesso di una posizione di centro ci assicura un'area di gioco di tipo centrifugo, mentre, al contrario, una posizione periferica originerà un'area di gioco di tipo centripeta, con conseguente aumento della propria influenza.
Da ultimo notiamo che una posizione di cui abbiamo il possesso del centro sarà sempre compatta (ossia le pedine del proprio colore una vicina all'altra), altrimenti, se sparpagliata, non potremo avere il centro. Cio è anche evidente in quanto il centro della posizione è un unico punto.
Attenzione però: quando parliamo di centro non dobbiamo intendere il centro della tavola, bensì il centro delle pedine disposte sulla tavola. Non sempre le due cose coincidono. Infatti il centro della tavola è formato dal quadrato più interno di gioco, ma nel diagramma 7 il centro delle pedine in realtà è spostato verso il bordo sinistro ed è in possesso del bianco.