Abbiamo visto che il finale perfetto è calcolabile matematicamente. Tuttavia, per noi umani è difficile analizzare e contare tutte le sequenze possibili. Ci servono delle euristiche per semplificare il calcolo.
L'euristica dominante nei finali è la parità.
Ne abbiamo già parlato in un capitolo precedente: ma qui voglio ribadire la sua importanza e mostrarti che, purtroppo, non funziona sempre.
Gli esempi di questa pagina sono tratti dall'ottimo corso del maestro Alessandro Di Mattei.
Partiamo dalla posizione del diagramma 1, in cui è di turno il bianco. Dove giocheresti? Qual è la sequenza perfetta?
Supponiamo che il bianco non conosca la parità, o che comunque non sappia sfruttarla bene nel finale. Nella posizione del diagramma 1 potrebbe essere portato a cercare una mossa sicura, cioè che non permetta all'avversario di accedere a un angolo. L'unica mossa di questo tipo è B1, che ha anche il vantaggio di conquistare tutto il bordo nord. Segui la sequenza proposta nel diagramma 2.
Ripartiamo dalla posizione del diagramma 1 e questa volta ipotizziamo che il bianco conosca la parità.
Il bianco ha una regione dispari a disposizione. È lì che deve giocare. Segui la sequenza nel diagramma 3.
La parità è una potente alleata nei finali.
Se hai poco tempo o la posizione è difficile da valutare, giocare secondo parità è quasi sempre una buona idea.
Ma attenzione!
La parità non indica sempre la mossa migliore. A volte bisogna sacrificare la parità per ottenere più pedine.
Per esempio nel diagramma 2 il nero ha rinunciato alla parità per conquistare il bordo nord... e ha vinto la partita.
Se il tuo avversario è bravo, anche lui cercherà di giocare in parità. Questo ti aiuta a:
Nella prossima pagina vedremo come sfruttare questa conoscenza per migliorare ulteriormente la tua strategia!