Parità: partite commentate

Parità: partite commentate

Seeley - Suekuni (WOC 2004)

Il primo esempio è tratto dalla seconda partita della finale del Campionato del Mondo del 2004, tenutosi a Londra. La partita è tra l'americano Ben Seeley (nero) e il giapponese Makoto Suekuni (bianco). Il bianco ha scelto fin dalle prime mosse di uscire da un'apertura pari, sperando di cogliere l'avversario impreparato.

Dopo la mossa 48 giungono alla posizione mostrata nel diagramma 1.

È necessario, a questo punto, analizzare punti di forza e punti deboli dei due colori:

Tocca al nero. Guardando solamente alla parità dovrebbe cercare di conservare inalterate, il più a lungo possibile, le due aree a ovest e giocare nell'area dispari a sud-est. Ma giocare qui significa muovere in H7 o in G8: tra le due la "meno peggio" è sicuramente la prima, che fa perdere solo il bordo est.

Ma cos'è più importante? Il bordo o la parità? Ebbene, come l'americano sa molto bene, è molto più importante la parità che, a fine partita, può dare ben di più delle otto pedine perse sul bordo. Il diagramma 2 mostra il finale giocato (che è perfetto).

In effetti il nero non aveva molto altro da fare. Giocare in A7, per esempio, significava lasciare al bianco muovere in H7, a cui sarebbe seguito H8 e G8. Il nero, quindi, era costretto a muovere a nord-ovest, mentre il bianco conservava la sua regione a nord-est.

Caspard - Hoehne (WOC 2003)

Il secondo esempio è tratto dalla partita tra Emmanuel Caspard e Andreas Hoehne giocata ai Campionati Mondiali di Stoccolma, nel 2003, durante il match di spareggio per l'accesso alle semifinali. Il commento è di Donato Barnaba ("Nero su Bianco", numero 2, giugno 2004).

Fino alla mossa 46 (diagramma 3), la partita ha seguito le linee ben note della Tanida e si è sviluppata in condizioni di sostanziale equilibrio.

La mossa è al nero e Caspard si gioca l'ultima chance per poter ancora sperare di accedere alla semifinale. Analizziamo gli aspetti statici della posizione senza entrare, per il momento, nel dettaglio delle sequenze giocabili:

Non mi sembra che ci siano altri elementi strategici da prendere in considerazione. Per esempio, non esistono rischi di controllo delle diagonali da parte di nessuno dei giocatori perché la pedina nera in D5 e quella bianca in E5 non potranno più cambiare colore.

Qual è la mossa giusta? Il diagramma 3 riporta la sequenza giocata da Caspard. Il diagramma 4 riporta la sequenza derivante dalla scelta corretta.

Valutare la convenienza dello scambio è un'operazione non semplice da fare in tempi brevi ma è comunque opportuno tenere presente che nel finale di partita, le pedine tendono rapidamente a diventare stabili e di conseguenza il valore degli angoli non è più predominante come nel centro partita. In molti casi ci si può permettere di cederli all'avversario in cambio della parità.

Lezione successiva: Parità e tempi di gioco